Funnyg’s Weblog

novembre 30, 2009

No Berlusconi Day- funnyg sarà a Londra

Non uso più tanto questo blog, ma è un mezzo – il mio – per diffondere idee e parole.

Il 5 dicembre io sarò a Londra

di fronte il Consolato Generale a Londra / opposite the Italian General Consulate

dalle 13.00 alle 17.00.

Se vivi all’estero cerca qui la tua piazza, è importante!

http://noberlusconiday.wordpress.com/5-dicembre-allestero/#comment-769

Giovanna

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giugno 23, 2008

Preferisco il rumore del mare

Filed under: viaggi — by funnyg @ 4:54 pm

Quattro giorni.Autostrada adriatica,l’A14, quella nera a due corsie segnata sullo stradario, la musica dei Radiohead, Demian Rice, il cd dell’andata e del ritorno dal lettore di V. Racconti, parole, resoconti, libri, sogni. Affetto.Casa. Profumo di detersivo e panni appena stirati.Pavimenti lucidissimi. Caldo, la strada sotto la mia finestra e i lavori in corso. Il sorriso di A. nelle foto del libro. Enigmatico, profondissimo.Le lacrime.Un lunghissimo abbraccio; lei non tornerà ma vorremmo sapere che ci guarda sorridendo. Poi un tuo per sempre ad un Dio che non sappiamo se c’è, ma facciamo come se ci fosse.Cari amici, affetto.Festa. Il mare.In barca. Una spiaggia incastrata tra le rocce.La sabbia e le pietre.Scotta. Poca gente. L’acqua.Immergersi.Vincere la gravità. Osservare pesci bellissimi, di tutti i colori.Così sottili da sembrare trasparenti.Le conchiglie sul fondo, provare a prenderle.A testa in giù. Il sale sulla pelle tira. Nuoto e non c’è la linea dritta della corsia che mi guida.Sono libera. Queste le giornare per cui vale la pena fare 1000 chilometri.Pacchi, scatole, lettere, libri.Tuffi indietro.Sollievo, è passato tantissimo tempo.Ora sono un’altra persona, ma anche grazie a quello che è stato.Ora la mia stanza di bambina ha cambiato faccia, è come se fosse passato un uragano. Niente è più come prima.Ma ci voleva.Un bel tuffo. Perfetto. Testa e braccia, spalle e gambe.Per-fett-to. La sua voce vicinissima, sto tornando.Sono felice.

gennaio 25, 2008

Ever tried…

Filed under: viaggi — by funnyg @ 5:25 pm

Ever tried. Ever failed.

No matter.

Try again. Fail again.Fail better

S. Beckett

Mi fermo, stasera parto per un posto che non conosco, in montagna, con amici vecchi e nuovi.La neve, il bianco, il cielo più vicino, come ho pensato appena arrivata in Val d’Aosta l’anno scorso. Il cielo blu cobalto che mi fa sentire a casa. Sono almeno due mesi che non riesco a fermarmi, a uscire dalla frenesia, a riconoscere l’inerzia, a sceglierla, a non riempire per forza la testa e a non agire se non voglio.

Oggi è tutto fermo, sospeso, possibile. Come prima di un tuffo, come prima dell’amore, come prima delle cose che fanno rabbrividire, come mentre sogni e sai che lo stai facendo, ne hai la consapeolezza. E sei nel tuo letto, ma anche da un’altra parte.

Ever tried…

settembre 6, 2007

Tempo di dire: posso osare?

Filed under: viaggi — by funnyg @ 8:39 am

Metti subito  tutto a posto, non si sa mai, arrivi qualcuno!
Mamma, ma ci  viene a trovare mai nessuno!
Che ne sai, devi essere pronta, sempre!

L’acqua scivola addosso sulla pelle abbronzata e guardo la schiuma: si porterà via la tensione di questa giornata? E la voglia e il bisogno di correre, come la scorsa settimana, nel parco, sul sentiero che costeggia il fiume, per un’ora, senza sentire la fatica, senza dolore, con la mente staccata da tutto, libera. E nuotare, senza sentire i rumori e le voci. Lasciarmi attraversare e buttare via quello che non serve, che fa male. E invece.
Dodici ore.
Stanza stretta, finestra chiusa, ad un certo punto tutte le stanza sono vuote. Sembra il set abbandonato di un film, o certi paesini del sud fermi al momento di tragedie o terremoti. Il silenzio. Solo la musica del mio mac, e i pensieri trasversali che mi bucano la mente, oltre le cose da finire, per cui uso sempre il secondo cervello.

Sono certi visi, certe mani, sensazioni. È l’idea che picchia, il cursore sul foglio bianco che sbatte e torna indietro. Concetto: adesso dovrei avere tra le mani qualcosa di molto gratificante, circondata da persone che piano piano diventano meno estranee. Eppure, se mi fermo, mica lo so se sono felice. Mi manca sempre qualcosa, passo il tempo a capire cosa. Inquieta, conosco sempre e solo quello di cui sento il vuoto, la mancanza. Quello che ho non mi fa mai appagata, felice, soddisfatta.
E verrà il tempo di dire: posso osare? dice Eliot

[Odiamore dice che non conta come ti vedi tu, tanto non saprai mai come ti vedono gli altri. Mia sorella dice che so solo lamentarmi. Lui, che la storia della bambina frustrata e repressa da genitori troppo all’antica non attacca più. Un chimico importante dice che sono meno buona di quello che immaginavo e più donna di quello che credo. Suzukimaruti dice che la mia “lucanità” è un gran dono. Il senatore diceva con molto affetto che funnyg non ha ancora imparato ad amarsi da sola. Forse tutti hanno ragione. Forse sono solo stanca e siccome mentre scrivo e il mio pc manda Creep (botta sul cuore, per chiudere la giornata niente male), e sono le tre meno venti, spengo e vado a nanna. A quest’ora la città è silenziosa. Il mio zaino per domani è pronto (parto per la prima volta con una delle mie poche, vere amiche, di quelle che se hai culo, nella vita, ne incontri tre o quattro in tutto). Andiamo a Parigi, dove stellakeride sembra avere lasciato il cuore. Recupererò lavorando il prossimo fine settimana, mica la passo liscia così.Farò belle foto, come mi insegna Elianto così nei nostri viaggi, sempre con la musica giusta, avrò da raccontare anche io!]
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