Funnyg’s Weblog

agosto 28, 2008

Il cerchio, la circonferenza

Filed under: ricominciare — by funnyg @ 12:42 pm

Arriva un momento in cui descrivi un cerchio intorno a te, chi è fuori è fuori. Non ti chiedi manco più perché, non ci si può spiegare tutto. Mi accorgo che per me la circonferenza non è mai chiusa del tutto, ha delle parti tratteggiate, discontinue.Come una membrana da cui può passare o filtrare il ricordo, la voglia di un abbraccio, l’emozione e anche il dolore. Parliamo, però, del dentro. Di quello che è nel cerchio.
C’è chi senti dentro come la famiglia, nel sangue. Gradi diversi, pochi momenti per vedersi, ma l’intesa, il prezzo di un bacio, di una cena, di quel sorriso, proprio quello, vale notti in treno e stanchezza fisica. Vale una notte fino all’alba per un bagno in pochissimi nell’acqua trasparente. Vale molti momenti di solitudine, ognuno a vivere la sua vita. Poi si fissa una data, un posto, ed è come un magnete. Come i raggi di una ruota.
Oggi insofferente.
Fuori sole. Foto. Negli occhi ancora il mare della Sicilia. Isole: Favignana e Levanzo. Affetto. Amici. Ore lente. Parole, racconti. Riprendiamo esattamente da dove abbiamo lasciato.Stare bene, come succede di rado. Addirittura divertirsi, unire mondi lontani. Incrociare pezzi di vite. Lui come un termometro – sorridevi, eri te stessa, ora sei un pò tesa – poi mi augura buon giorno col sorriso e un caffè.
L’affetto di chi ti offre casa sua, l’amaro in frigo (lucano, ovviamente) e il giornale da sfogliare sul divano con la naturalezza sincera di un fratello maggiore. Ci sono anche le ore davanti alla sua foto in quest’estate finita già, sul suo letto, tra le sue cose. C’è il suo sorriso enigmatico che mi guarda dall’alto. E tre conchiglie attaccate su un mosaico colorato per dirle non ci hai delusi, ti amiamo da qui. La pantera rosa di quando avevamo sei anni ed era più alta di noi che abiterà con me nella nuova casa torinese. L’abbraccio forte di suo fratello.
Il sole sulla pelle non asciuga le lacrime né il dolore e mentre nuoto guardando il fondo e i pesci scappano via e l’acqua a Cala rossa è molto fredda e senza le corsie il blu profondo sotto i piedi mi mette ancora paura, mi rendo conto. Ma ho imparato a controllare il respiro e mi muovo lentamente per tornare a riva.

Adesso qui ho i calcinacci e la polvere, odore di legno e di nuovo e il sole che  entra a fiotti tutto il giorno dalle finestre in fila. Il motivo per cui la casa tutta impolverata me la sono sentita addosso a marzo e non ho resistito. Lei ha scelto me. La città è semivuota. Mi alzo presto, fa quasi freddo. I vestiti sono quelli che non uso più e sono già da lavare. Poi c’è questa scrivania chiara e poca voglia. Molte cose che avrei voluto fare e vedere oltre i posti e le persone che sono riuscita a incontrare. Il sole del sud ora molto lontano. Poco tempo e troppo pensieri,la testa non li contiene tutti, mi fa male oggi, sembra esplodere. Illuminazioni, solo attimi di chiaro. Visi in fila scolpiti nel cervello,paesaggi mozzafiato.
[Mia sorella che sta per partire, un altro anno lontane ma vicinissime. Lei è solo una  versione avanzata di me, come il sistema operativo di un computer.Così dicono.]

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8 commenti »

  1. Ogni tanto oso: ti sbagli e loro si sbagliavano. Non è una versione avanzata di te, non è vero. Abbandonati a te stessa, senza guardare e senza pensare, ascolta chi ti sta vicino: non ci sono persone o versioni migliori di te. Come avete messo entrambi per iscritto, siete complementari, non in competizione.

    I posti e le persone che non sei riuscita a vedere gli vedrai, ai posti ancora da scoprire ci andrai. Il tempo basta per tutto, specialmente sotto un sole lento e inesorabile. Siamo solo noi i guardiani del nostro destino e noi controlleremo il suo cammino.

    Sorridi guardando il futuro e pensa a tutto ciò che c’è ancora da fare, da scoprire. Sorridi guardando il presente e la sua bontà. Sorridi per te stessa e per la tua grandezza. Sorridi per tutto ciò che sei, sorridi perché sei te stessa e guardandoti nello specchio non dovresti provare nient’altro che orgoglio, nient’altro. Infine sorridi perché sorridi, non per tutto ci deve sempre essere una ragione.

    Commento di wanderer — agosto 28, 2008 @ 1:41 pm |Rispondi

  2. Proprio sul sorridere mi è venuto in mente questo, quest’estate in grecia, e l’ho scritto nel mio diario di viaggio. Ciao Gio, bentornata:

    “E se un sorriso nasce così, spontaneo, senza che ci sia un motivo a riportarlo a riva, nasce che sorridi ingenuamente e lieto, allora quel sorriso va tenuto a mente come una felicità che si vota al bello e prende posizione davanti alle cose. Dice semplicemente sì. Sì. Urla senza farsi sentire, urlando contemplandosi mentre urla, gioendo di se stessa stupita. Quel sorriso farà crescere pianeti e piante colorate sui pianeti, curerà malori e malattie, ricoprirà praterie di fiori e piccoli insetti. Sarà scudo stellare e anti-infiammatorio, sarà forza sessuale e abbronzatura, sarà la possibilità di una casa e dei suoi figli. Sarà tutto questo e oltre, e durerà lo spazio di un sorriso schiantato al suolo, sulla terra, con la velocità dei neutrini che arrivano da un luogo a cui, da molti anni, diamo il nome di Sole.”

    Commento di stefano — agosto 29, 2008 @ 7:25 am |Rispondi

  3. non per tutto c’è una ragione.ben tornati,grazie.g

    Commento di funnyg — agosto 29, 2008 @ 10:20 am |Rispondi

  4. bentornata!
    io dal 18 agosto sono di nuovo a modena, dopo una brevissima fuga a casa. un battito di ciglia per vedere una sicilia che sento ancora mia come un organo, ma una sicilia che lentamente mi sta lasciando fuori dal suo cerchio (cerchio? sì, triangolo, insomma…), per poi riprendermi chissà quando, chissà come, dopo avermi riconosciuto come suo. Nonostante. Suo come tutti quelli che se ne sono andati. Suoi.
    5 giorni di sicilia, per vedere, annusare, assaggiare, abbracciare, trattenere un po’, lasciar scivolare, tacere insieme e chissà quante altre cose.
    5 giorni che hanno fatto inizare un’estate dello spirito che adesso mal si integra nel ritmo del rientro, ma a cui mi tengo stretto.
    forse passerà, forse ancora no.
    5 giorni che forse hanno solo acceso una miccia che già stava li, che hanno avuto l’effetto di una pietra focaia.
    bene.

    bentornata. ti leggo con piacere.

    sa

    Commento di savo — settembre 3, 2008 @ 12:01 am |Rispondi

  5. ti ritrovo quello di sempre,con le stesse parole e gli occhi e tutti i sensi.ti voglio il bene di sempre.sono qui.g

    Commento di funnyg — settembre 3, 2008 @ 8:50 am |Rispondi

  6. tutti troppo buoni, qui… Ecche è?! Ciao, compagna di banco!

    Commento di destynova — settembre 3, 2008 @ 8:58 pm |Rispondi

  7. eh eh..la saccenza e “la parte stronza di me” la riservo ai fortunati del “gomito a gomito” quotidiano,tu lo sai bene..
    [la tua sedia è un ottimo poggia borsa..quasi quasi ti suggerisco di non tornare e disintossicarti ancora.g]

    Commento di funnyg — settembre 4, 2008 @ 11:30 am |Rispondi

  8. il problema è che qui in realtà mi sto intossicando. è, come al solito, complicato, anche se in fondo chiaro: togli ‘sta borsa, arrivo! 🙂

    Commento di destynova — settembre 5, 2008 @ 10:09 pm |Rispondi


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