Funnyg’s Weblog

luglio 9, 2008

Lidia Ravera, scrivere

Filed under: cose — by funnyg @ 9:41 am

“Scrivo da quando ho memoria, scrivo per mantenerla, la memoria, l’attenzione, qualcosa di vigile.Scrivo per sorvegliare lo svolgimento della vita. La mia, quella degli altri. Se non scrivessi sarebbe un bel guaio.”

Lidia Ravera

ps.ma lo Strega a Paolo Giordano che, per carità, è un ragazzo a posto e di compagnia, proprio no!

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6 commenti »

  1. In che senso a posto e di compagnia?
    Sono qualità che si evincono dal libro 😉 ?

    Commento di Cipputi — luglio 9, 2008 @ 4:28 pm |Rispondi

  2. nel senso che il libro è molto noioso e mette tristezza.
    Lui, dal vivo,a parlarci davanti ad una pizza, è un ragazzo pacato e con cui si chiacchiera bene, anche oltre le questioni di lavoro.Detto questo, meglio che faccia il fisico..

    Commento di funnyg — luglio 10, 2008 @ 9:52 am |Rispondi

  3. ao stai proprio inserita ner monno da letteratura! Però, mi viene da chiederti una cosa: io il libro non l’ho letto, però “mette tristezza” come categoria di giudizio negativo di un libro o di un film è una cosa che non ho mai condiviso. Mi fa pensare alle mie amiche socialpopolari che giudicano la qualità artistica di un prodotto solo in base a quanto le mette di buon umore. Dunque un film di Meg Ryan è comunque migliore del Settimo Sigillo di Bergman, e Ravanello Pallido della Littizzetto migliore di Pastorale americana di Roth…
    Dimmi che anche tu non usi questo metro socialpopolare!
    Ciuss!

    Commento di Cipputi — luglio 10, 2008 @ 10:43 am |Rispondi

  4. è scritto in modo noioso, lento, piatto.Non sciatto,ma non brilla.Fai una fatica a girare le pagine perchè mentre leggi ti viene proprio sonno.Ammetto che sono andata poco oltre la metà. Se questa è la nuova letteratura emergente stamo freschi..leggilo,poi mi mandi una bella scheda di lettura.Spero di non essere stata socialpopolare 🙂

    Commento di funnyg — luglio 10, 2008 @ 2:12 pm |Rispondi

  5. annoiarsi è un peccato mortale – morire di noia – e soprattutto se ti viene sempre da chiederti perché abbia dovuto scriverlo il libro che stai leggendo – perché leggendolo immagini che s’annoiava anche lui a scriverlo – allora non si capisce perché ci dobbiamo necessariamente infliggere certe pene.
    ma detto questo
    “dalla noia nascon fiori unici” (afterhours), tempo per pensare, esplorazione di altri territori e chissà cos’altro: in fondo ogni noia è diversa.
    Certe opere nella loro lentezza ti estenuano, ma comunque aprono un varco, altre ti fanno solo incazzare. E chiedere, ma perché l’ha dovuta fare?
    Ogni lettura è un dialogo: magari siamo un po’ sordi a volte, magari semplicemente non è il momento adatto per rompersi i maroni. magari chissà…

    io del libro in questione non so nulla, nè penso che avrò tempo per ora di interessarmene. Per ora mi fido della critica di funnyG, ma aspetto volentieri la scheda di lettura di Cipputi.

    in ogni caso, non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello!

    Commento di savo — luglio 14, 2008 @ 3:40 pm |Rispondi

  6. certo certo… nessun alibi per la noia!
    Infatti il mio post faceva riferimento alla dicotomia tristezza/allegria, non a noia/interesse.

    Commento di Cipputi — luglio 16, 2008 @ 2:34 pm |Rispondi


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