Funnyg’s Weblog

Giugno 23, 2008

Preferisco il rumore del mare

Archiviato in: viaggi — by funnyg @ 4:54 pm

Quattro giorni.Autostrada adriatica,l’A14, quella nera a due corsie segnata sullo stradario, la musica dei Radiohead, Demian Rice, il cd dell’andata e del ritorno dal lettore di V. Racconti, parole, resoconti, libri, sogni. Affetto.Casa. Profumo di detersivo e panni appena stirati.Pavimenti lucidissimi. Caldo, la strada sotto la mia finestra e i lavori in corso. Il sorriso di A. nelle foto del libro. Enigmatico, profondissimo.Le lacrime.Un lunghissimo abbraccio; lei non tornerà ma vorremmo sapere che ci guarda sorridendo. Poi un tuo per sempre ad un Dio che non sappiamo se c’è, ma facciamo come se ci fosse.Cari amici, affetto.Festa. Il mare.In barca. Una spiaggia incastrata tra le rocce.La sabbia e le pietre.Scotta. Poca gente. L’acqua.Immergersi.Vincere la gravità. Osservare pesci bellissimi, di tutti i colori.Così sottili da sembrare trasparenti.Le conchiglie sul fondo, provare a prenderle.A testa in giù. Il sale sulla pelle tira. Nuoto e non c’è la linea dritta della corsia che mi guida.Sono libera. Queste le giornare per cui vale la pena fare 1000 chilometri.Pacchi, scatole, lettere, libri.Tuffi indietro.Sollievo, è passato tantissimo tempo.Ora sono un’altra persona, ma anche grazie a quello che è stato.Ora la mia stanza di bambina ha cambiato faccia, è come se fosse passato un uragano. Niente è più come prima.Ma ci voleva.Un bel tuffo. Perfetto. Testa e braccia, spalle e gambe.Per-fett-to. La sua voce vicinissima, sto tornando.Sono felice.

Giugno 5, 2008

Once

Archiviato in: musica — by funnyg @ 3:47 pm

Ieri sera ho visto Once, favola musicale dell’irlandese John Carney. La storia racconta di due ragazzi che s’incontrano a Dublino condividendo la comune passione per la musica. Il film ha vinto l’Oscar per miglior canzone originale.Una storia d’amore multiculturale raccontata in modo delicato, mai sdolcinato.Non è il lieto fine che conta. C’è lo stesso la forza dei sentimenti, c’è l’emozione, ci sono le parole che esprimono come si sta dentro.Poi le scelte, i bivi, le strade che possono dividersi senza perdersi.Ad un “un mago impolverato”, che avevo smesso di aspettare.

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