Funnyg’s Weblog

Maggio 29, 2008

Sud, fuga dell’anima

Archiviato in: storie — by funnyg @ 10:07 am

“Se una sera di primavera un viaggiatore arrivasse in città la troverebbe in festa, sveglia a fare l’alba per strada, giovane, come non accade quasi mai.Non crederebbe che d’inverno qui la neve dura anche quaranta giorni, che i marciapiedi si sgretolano sotto lo spessore del ghiaccio, che nei locali si beve vino per scaldarsi e che spesso le strade ghiacciate ti parlano di un pezzo d’Europa lontana: i Paesi Scandinavi e Copenaghen; Di notte non sono molto diversi, con le strade che brillano alla luce dei lampioni e la gente con le mani in tasca e la falda larga dei cappelli che corre svelta verso casa, a viso basso. Se arrivasse in una di queste sere di primavera stentata, a tratti, si lascerebbe affascinare dai vicoli illuminati e ingombri di giovani e bicchieri vuoti, grida, musica e spirito di festa, di libertà. Potrebbe pensare di trovarsi nel bel mezzo di una cena di contrada, nell’incantata Siena medioevale,dove respiri la follia, la passione, l’amore viscerale per le radici. Dove i colori delle bandiere ad ogni angolo segnano i confini e dividono i cuori. Dove non si dimenticano mai le origini sacre delle tradizioni e l’inesauribile voglia di superare i limiti, strabiliare, bere vino fino alla feccia, finché la bocca è impastata e lo sguardo è appannato. Il nostro viaggiatore inizierebbe a ballare al ritmo scandito della musica che rimanda a tempi ormai andati, senza fermarsi , senza imbarazzo o finto pudore. L’aria è leggera e la musica incalza, l’alchimia di sguardi, voci e suoni, confonde e attrae, incanta. Largo Pignatari, raccolto tra il nuovo splendore di Palazzo Loffredo e la pietra viva delle case intorno, sembra una piazzetta di Positano o Taormina, d’estate, gremita di turisti e gente di ogni tipo che beve, sorride, semplicemente osserva e gode dello spettacolo. Tra le luci soffuse e i corpi accaldati il nostro fortunato vagabondo, guardando la palma che maestosa svetta al centro del lastricato, penserebbe ai paesi bianchi e scintillanti del Salento o alla Sicilia interna, riarsa, ma splendida e tenace. Se una sera di primavera un viaggiatore capisse di essere a Potenza, nei giorni della festa del Santo Patrono, saprebbe quanto i giovani potentini amano la propria città, e a volte riescono viverla in modo diverso. Almeno una volta l’anno seguono un amore naturale e irrazionale fregandosene dell’apparire perché forse la propria terra, di così tanto mondo, è l’unico posto in cui si possa tornare.”

Giovanna 2005

Maggio 16, 2008

Come dicevano i greci:negli entusiasti dimora Dio

Archiviato in: ricominciare — by funnyg @ 9:18 am

Il mio amico filmaker A.F. mi ha scritto questa frase via mail ieri e nel mio piccolo cervello si sono scatenate una serie di riflessioni.Per me è un periodo sereno, senza dubbio. Sono molto tranquilla. Piango, certo, ma anche quello per me vuol dire che sto bene, è la mia normalità.

Riesco a dedicarmi giornate a camminare in montagna in ottima compagnia, mi immergo nel lavoro, nei bagni di folla, nelle nuotate senza sosta. Con entusiasmo.

E non sopporto il difattismo annoiato di chi mi circonda, la noia, il non sapere rendere le cose che capitano delle opportunità. Non lo sopporto fisicamente.

Maggio 2, 2008

Matera camp 2008, in bocca al lupo!

Archiviato in: blogger — by funnyg @ 10:01 am
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penso ai miei amici torinesi in viaggio verso Matera, al condividere, discutere.Alla gravina lussureggiante, dai colori che feriscono gli occhi, al blu cobalto del cielo lucano.

Al mio pezzo di sud ideale,che si muove, che cambia.

Roma è magnifica in questa primavera a tratti, è caldo l’affetto che mi circonda.

In bocca al lupo ragazzi!

www.materacamp.org

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